La Teoria Polivagale è uno dei pilastri fondamentali del mio lavoro psicoterapeutico.


È una teoria neuroscientifica che ci aiuta a comprendere come il sistema nervoso autonomo influenzi profondamente il modo in cui pensiamo, sentiamo, reagiamo e ci relazioniamo.

Secondo questa prospettiva, la salute psicologica non dipende solo dai contenuti mentali, ma dallo stato di sicurezza o di minaccia in cui si trova il nostro corpo.


Il sistema nervoso prima dei pensieri

Molte persone arrivano in terapia dicendo:

  • “So che non dovrei reagire così, ma non riesco a fermarmi”

  • “Razionalmente capisco, ma il corpo va per conto suo”

  • “Mi sento sempre in allarme o completamente spenta”


La teoria polivagale ci spiega che queste reazioni non sono scelte consapevoli, ma risposte automatiche del sistema nervoso, che valuta continuamente se l’ambiente è sicuro oppure no.

👉 In altre parole: il corpo decide prima della mente.


I tre grandi stati del sistema nervoso

In modo semplice, la teoria polivagale descrive tre modalità principali di funzionamento:

  • Stato di sicurezza e connessione

    Quando il sistema nervoso è regolato, ci sentiamo presenti, calmi, capaci di entrare in relazione, pensare con chiarezza e sentire le emozioni senza esserne travolti.

  • Stato di attivazione (lotta o fuga)

    Qui emergono ansia, agitazione, ipercontrollo, rabbia, tensione, pensieri accelerati. È il sistema nervoso che cerca di proteggerci da una minaccia percepita.

  • Stato di chiusura o collasso

    In questo stato compaiono ritiro, spegnimento, stanchezza profonda, senso di vuoto, difficoltà a sentire emozioni o a entrare in relazione.


Nessuno di questi stati è “sbagliato”: sono tutte strategie di soprevvivenza!

 

Perché la teoria polivagale è così importante in psicoterapia


Integrare la teoria polivagale significa non forzare il cambiamento, ma creare le condizioni biologiche perché il cambiamento sia possibile.


In terapia, questo si traduce in:

  • maggiore attenzione alle sensazioni corporee

  • rispetto dei tempi del sistema nervoso

  • riduzione della vergogna (“non c’è nulla di sbagliato in te”)

  • lavoro sulla sicurezza prima di affrontare contenuti dolorosi

  • comprensione profonda delle reazioni emotive automatiche


Quando il sistema nervoso si sente al sicuro, la mente diventa più flessibile e il lavoro terapeutico può andare in profondità.


Come applico la teoria polivagale nella pratica clinica


Nel mio lavoro utilizzo la teoria polivagale in modo concreto, attraverso:

  • esercizi di respirazione vagale, per calmare l’iperattivazione o sostenere l’energia

  • lavoro sulle sensazioni corporee (felt sense), per ristabilire fiducia nel corpo

  • pratiche di grounding, per ritornare al qui e ora

  • visualizzazioni regolative, per attivare i circuiti della sicurezza

  • integrazione con mindfulness e self-compassion, per rendere il lavoro sostenibile e gentile


Questi strumenti vengono utilizzati sia nei percorsi individuali sia nei percorsi di gruppo, e sono sempre adattati alla storia e al funzionamento del singolo paziente.


Teoria polivagale, EMDR e Neurobiologia Interpersonale


La teoria polivagale non è un approccio isolato, ma si integra perfettamente con:

  • la Neurobiologia Interpersonale, che mette al centro integrazione e relazione

  • l’EMDR, che richiede una buona regolazione del sistema nervoso per essere efficace

  • la self-compassion, che riduce le difese e aumenta sicurezza interna

  • la mindfulness, che sviluppa consapevolezza senza giudizio


È proprio questa integrazione che rende il percorso terapeutico profondo ma sicuro.


In sintesi

Applicare la teoria polivagale in psicoterapia significa:

  • aiutare il corpo a sentirsi al sicuro

  • ridurre ansia e disregolazione

  • comprendere le proprie reazioni senza colpa

  • costruire stabilità emotiva

  • creare le basi biologiche per il cambiamento


La guarigione non avviene contro il corpo, ma insieme al corpo.


PERCHÉ È IMPORTANTE?

Il sistema nervoso cerca sicurezza. La teoria polivagale spiega le reazioni automatiche di attacco, fuga, chiusura e la possibilità di tornare alla calma.


ESERCIZI NEURALI

– Respirazione vagale

– Felt sense

– Visualizzazioni regolative

– Grounding


Questi esercizi migliorano ansia, instabilità, iperattivazione.