Nella pratica clinica spesso incontriamo pazienti che non riescono a interrompere relazioni intime profondamente distruttive , che generano sofferenza e compromettono la loro vita a vari livelli.
Alla base del disagio psicologico della dipendenza affettiva abbiamo le cognizioni negative .
Citiamole alcune : io non valgo , io non mi piaccio , io sono brutta , io non vado bene come sono , è colpa mia , io non sono all’altezza , io sono inadeguata ecc…
Le cognizioni negative si strutturano nell’infanzia in concomitanza con esperienze sfavorevoli infantili , stressanti , traumatiche .
Un ruolo importante nello strutturarsi nelle reti mnemoniche delle cognizioni negative lo rivestono i modelli di attaccamento con le figure genitoriali ( careviger) .
Ma a volte da adulti l’esperienze sfavorevoli infantili non sempre ci appaiono come possibili predittori del disturbo da dipendenza affettiva.
Invece in altri casi la correlazione ci è molto più chiara.
L’EMDR è un metodo psicoterapeutico che lavora in modo preciso e mirato sulle cognizioni negative creando vere e proprie check-list sulle stesse .
Così nei casi di dipendenza affettiva l’approccio psicoterapico EMDR aiuterà la persona a “ sganciarsi” a non restare incollata/o all’altro “ ed a lasciare andare ciò che non può cambiare o ciò che è finito.
Infine l’EMDR è il trattamento psicoterapeutico d’elezione per la cura del trauma secondo le linee guide dell’OMS e e delle NICE le linee guida inglesi fondamentali per tutti i paesi europei.