Crescono in modo esponenziale le malattie croniche della pelle a evoluzione benigna chiamate comunemente “Acne “.
L’enorme disagio psicologico che crea nella persona affetta da acne, intesa come l’espressione in taluni casi , di un disturbo psicosomatico , porta sempre più dermatologi a proporre al paziente una terapia ad approccio integrato che preveda un percorso psicoterapeutico da affiancare alla terapia farmacologica .
Attualmente la ricerca scientifica conferma la stretta correlazione tra alessitimia e disturbi psicosomatici come il risultato di un malfunzionamento dei processi corporei, influenzati negativamente dagli stati di emotional arousal non adeguatamente modulati, che sono dovuti a un deficit nella capacità di rappresentare le emozioni (MacLean, 1949).
-L’alessitimia viene definita Sifneos (1973) come un disturbo affettivo-cognitivo che comporta una estrema difficoltà nell’identificare, esprimere ed interpretare le emozioni proprie ed altrui.( Sifneos , 1973 ) .
Sembrerebbe che l’emozioni alla base della sintomatologia acneica siano la rabbia , la tristezza e la vergogna. Emozioni che non vengono identificate correttamente anzi vengono “ soffocate “e represse nel corpo .
I pazienti affetti da Acne , sono in moltissimi casi vittime di un trauma precoce che “ usa” il corpo per potersi esprimere.

Van Der Kholk, ex Presidente della Società internazionale per gli studi sullo stress traumatico, professore di psichiatria alla Boston University School of Medicine e presidente della Trauma Research Foundation a Brookline, Massachusetts . nel suo libro “ il corpo accusa il colpo” ci insegna che il trauma è sempre nel corpo .
Quali allora , le conseguenze neurobiologiche ?
Numerose ricerche affermano che si assiste ad una alterazione funzionale e strutturale nelle aree cerebrali tra cui l’ippocampo e l’amigdala, con una disregolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), con un progressivo aumento dei marcatori infiammatori in età adulta e infine modifiche epigenetiche (Nemeroff & Seligman, 2013).
Perché il metodo EMDR risulta essere così efficace?
L’approccio psicoterapeutico EMDR durante le fase di concettualizzazione del caso si sofferma sempre in modo preciso e mirato sul ricercare le memorie traumatiche della vergogna che nella maggior parte dei casi si rivelano alla base del disturbo del paziente. Il metodo EMDR è concepito e strutturato affinché non venga mai trascurato il tema della vergogna.
-
La vergogna potremo definirla come la parte in ombra di una persona.
-
Essa è un emozione che nasce nell’infanzia .
-
Così se un bambino viene messo frequentemente in difficoltà davanti agli altri sviluppa un nucleo di vergogna . Il messaggio che registra nelle sue reti mnemoniche sarà: “c’è qualcosa di sbagliato in me “
-
L’emdr, come si accennava precedentemente permette di fare un vero e proprio cheak sull’emozione “invasiva “ della vergogna .
-
Sembrerebbe che il mantenimento della vergogna sia un emozione disregolante e che affondi le sue radici nelle esperienze critiche che la persona ha vissuto nell ‘infanzia e che continua a portare con se. La vergogna è sempre alla base di un disturbo psicologico che vede la persona perennemente preoccupata del giudizio degli altri e la paura di essere criticati .
Nei pazienti affetti da acne la vergogna è un aspetto fondamentale del piano terapeutico e se trattato adeguatamente può portare ad una completa remissione della patologia unitamente alle cure dermatologiche appropriate.


